Ha avuto un'infanzia felice fino a nove anni quando sua madre Franziska Grunwald si suicidò gettandosi dalla finestra (lei lo venne a sapere solo da adulta).
Successivamente nel 1930 il padre Albert Salomon si risposò con la cantante lirica Paula Levi con la quale Charlotte ebbe un'ottimo rapporto.
Hitler nel 1933 emanò le leggi antisemite che cambiarono completamente la vita della famiglia Salomon, infatti il padre perse il lavoro di medico e Paula non potè più esibirsi in pubblico.
Sempre in quell'anno i nonni materni emigrarono nel sud della Francia dove la nonna terrorizzata dagli avvenimenti della guerra si suicidò, e fu lì che il nonno gli rivelò la vera causa della morte di sua madre.
Nel 1935 Charlotte abbandona il liceo a causa delle leggi razziali, mentre frequenta fino al'38 l'Accademia delle Belle Arti.
Nel 1938 dopo la notte dei cristalli, Charlotte lasciò l'Accademia e si trasferì dai nonni vicino a Nizza.
In seguito ai suicidi femmminili della sua famiglia, la ragazza contrasse una forma di depresssione e il suo medico curante le consigliò di riprendere a dipingere come forma di terapia.
Grazie a questa terapia Charlotte creò la sua opera artistica, Vita o Teatro un insieme di dipinti autobiografici, ci lavorò dal 1940 al 1942.
Nel 1942 si sposò con Alexander Nager, il 10 Ottobre venne deportata e uccisa subito nella camera gas poichè incinta di quattro mesi.
I genitori, che erano riusciti a salvarsi con l'aiuto della resistenza, scappando dal campo di Westerbork, recuperarono, dopo parecchie ricerche, la sua opera e la consegnarono al museo di Amsterdam nel 1959.
Opere:
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