giovedì 9 febbraio 2012

Gruppo 1: Giorgia Chiarelli, Giorgia Chiea, Mao Tianyi





DAL 1919 AL 1939 CRISI ECONOMICA, POLITICA E SOCIALE FRA LE DUE GUERRE

Durante la Grande Guerra (1914-1918) milione di persone erano morte.

I rancori tra i paesi vincitori avevano contribuito a dividere l’Europa in due grandi blocchi di organizzazione politica ed economica opposta.



Germania
I paesi vincitori, con il trattato di Versailles, avevano imposto alla Germania durissime condizioni di pace che destarono nel popolo voglia di vendetta:
  • Essa doveva cedere dei territori alla Francia e alla Polonia.
  • Le sue colonie erano state divise tra Francia, Regno Unito, Belgio, Giappone.
  • La Francia per 15 anni poteva sfruttare i suoi giacimenti minerari.
  • I soldati dovevano essere ridotti a non più di 100 000 uomini
  • Doveva pagare 132 miliardi di marchi ai vincitori.
Questi vincoli misero in ginocchio l’economia tedesca, i numeri dei disoccupati crescevano a dismisura e l’inflazione era altissima. La Germania era sull’orlo della guerra civile.

Con la fine della prima guerra mondiale era caduta la monarchia e nel 1919 a Weimar si riunì l’assemblea costituente, fu  elaborata una nuova costituzione e proclamata la nuova repubblica: la repubblica di Weimar che per quindici anni (dal 1919 al 1933) ha rappresentato le speranze e le contraddizioni dell’Europa tra le due guerre mondiali.
La repubblica di Weimar dovette affrontare dei problemi gravissimi  tra cui  l’inflazione e la disoccupazione. Questo alimentò i movimenti più eversivi della destra (a cominciare dal partito nazional-socialista) che vedevano nei trattati di pace di Versailles e nello strangolamento della Germania voluto dalla Francia e dall'Inghilterra una delle prime cause del collasso del paese. Tra il 1925 e il 1930 la Germania riuscì comunque a risollevarsi grazie agli aiuti finanziari americani e una rigorosa politica economica. Fu un periodo di grande libertà politica, di vivacità culturale e artistica.
Le prime ondate della crisi economica americana del '29 raggiungendo anche la Germania trovarono il terreno favorevole per gli avversari della democrazia tedesca. I dirigenti della Repubblica furono considerati imbelli e incapaci di reagire alle pretese dei paesi vincitori. Questa critica accrebbe il revanscismo tedesco e fece conquistare popolarità e larghi consensi elettorali al partito nazional-socialista che giunse quindi al potere grazie a questi consensi.


IDEOLOGIA  NAZISTA (mein kampf)
« Se la nostra classe intellettuale non avesse ricevuto un'educazione così raffinata, e avesse imparato la boxe, si sarebbe impedito ai lenoni, ai disertori e a una tale gentaglia di fare una rivoluzione in Germania. Poiché la rivoluzione fu vittoriosa non per gli atti arditi, forti, coraggiosi di quelli che la facevano ma per la vile, commiserevole indecisione di quelli che dirigevano lo Stato, e ne avevano la responsabilità. » (Hadolf Hitler, mein kampf)

In base al Mein Kampf (La mia battaglia), Hitler sviluppò le sue teorie politiche, partendo dall'osservazione delle politiche dell'Impero austro-ungarico. Egli nacque come cittadino dell'Impero, e credeva che questo fosse indebolito dalla diversità etnica e linguistica. Fondava concezione di base del nazionalsocialismo sulla riunificazione di tutti i territori germanofili: Alsazia, Lorena, Svizzera tedesca, Liechtenstein, Lussemburgo, Olanda, Danimarca, Alto Adige, e regioni a prevalenza etnica tedesca in Polonia, Cecoslovacchia, Lituania e Lettonia. Con questa teoria, prevedeva un "focolare unico" in cui comprendere tutti i popoli di lingua germanica. (terzo reich)                                                                                          Inoltre, vedeva la democrazia come una forza destabilizzante perché poneva il potere nelle mani delle minoranze etniche, che erano perciò incentivate a indebolire ulteriormente l'Impero. Secondo i nazisti, un ovvio errore di questo tipo è quello di permettere o incoraggiare il plurilinguismo all'interno di una nazione. Questo è il motivo per cui i nazisti erano così preoccupati di unificare i territori abitati da popolazioni di lingua tedesca.                     Il cuore dell'ideologia nazionalsocialista era il concetto di razza. La teoria nazista ipotizzò la superiorità della razza ariana come "razza dominante" su tutte le altre e in particolare sulla 'razza ebraica'. Il concetto di "razza" è l'essenza della dottrina pseudoscientifica nazista: per il nazionalsocialismo una nazione è la più alta espressione della razza, quindi una grande nazione è la creazione di una grande razza.
CONSEGUENZE LEGGI DI NORIMBERGA



Hitler:
“La brutalità incute rispetto. Le masse hanno bisogno di qualcuno che ispiri loro paura e le renda tremanti e sottomesse. Non voglio che i campi di concentramento si trasformino in pensioni di famiglia. Il terrore è il più efficace di tutti gli strumenti politici…”

“Qui la tua volontà sarà spezzata” ingresso campo di Ravensbuck


 
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell'Italia_fascista

Nessun commento:

Posta un commento